In attesa del World Summit on Information Society di Tunisi APPELLO PER LA CARTA DEI DIRITTI DELLA RETE L'ex presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati Stefano Rodotà, il senatore Fiorello Cortiana, e Matilde Ferraro, delegata della società civile italiana al World Summit on Information Society (Wsis) presentano questa mattina a Roma, presso la Fondazione Basso, la versione definitiva dell'appello per una Dichiarazione dei Diritti della Rete che verrà lanciato all'ormai imminente appuntamento di Tunisi. Questo il testo dell'appello al quale stanno arrivando continue adesioni e che finora vede tra le firme quelle del musicista Gilberto Gil, ministro della Cultura del Brasile, del sindaco di Roma Walter Veltroni, di Richard M. Stallman, fondatore Free Software Foundation, del compositore Nicola Piovani, dell'editore Carlo Feltrinelli, dei parlamentari europei Dany Cohn Bendit ed Eva Lichtenberger, del regista Guido Chiesa, del musicista Mauro Pagani, dell'attrice Sabina Guzzanti, del gruppo della PFM, di Francesco Tupone, presidente Linux club, dell'artista Franco Bifo Berardi. "A Tunisi, in novembre, tutti i paesi del mondo, chiamati dalle Nazioni Unite, si incontreranno nel World Summit on Information Society. E' una grande opportunità. E' un incontro che deve concludersi con un documento che segni un'epoca: una Carta dei Diritti per la Rete. Internet è il più grande spazio pubblico che l'umanità abbia conosciuto. Un luogo dove tutti possono prendere la parola, acquisire conoscenza, produrre idee e non solo informazioni, esercitare il diritto di critica, dialogare, partecipare alla vita comune, e costruire così un mondo diverso di cui tutti possano egualmente dirsi cittadini". "Internet sta realizzando una nuova, grande redistribuzione del potere - prosegue il documento -. Per questo è continuamente a rischio. In nome della sicurezza si restringono libertà. In nome di una logica di mercato miope si restringono possibilità di accesso alla conoscenza. Alleanze tra grandi imprese e stati autoritari cercano di imporre nuove forme di censura. Internet non deve divenire uno strumento per controllare meglio i milioni di persone che se ne servono, per impadronirsi di dati personali contro la volontà degli interessati, per chiudere in recinti proprietari le nuove forme della conoscenza. "Per scongiurare questi pericoli - prosegue l'appello - non ci si può affidare soltanto alla naturale capacità di reazione Internet. E' tempo di affermare alcuni principi come parte della nuova cittadinanza planetaria: libertà di accesso, libertà di utilizzazione, diritto alla conoscenza, rispetto della privacy, riconoscimento di nuovi beni comuni. Solo il pieno rispetto di questi principi costituzionali consentirà di trovare il giusto equilibrio democratico con le esigenze della sicurezza, del mercato, della proprietà intellettuale. E' tempo che questi principi siano riconosciuti da una Carta dei Diritti. Chiediamo a tutto il popolo della Rete, alle donne e agli uomini che lo costituiscono, di collaborare con la loro libertà e creatività a questo progetto, e di far sentire la loro voce ai governi di ciascun paese perché lo sostengano". Roma novembre 2005 |